Vanessa Bell

«Non riesco a ricordarmi di un tempo della nostra vita

in cui Virginia non abbia voluto fare la scrittrice e io la pittrice»

 

Vanessa_bell-figure_group_with_the_artist-sCi sono state donne per le quali la pittura ha rappresentato lo spazio tra parentesi nel quale cercare se stesse attraverso la rappresentazione di ciò che vedevano. Spazio di libertà e solitudine in mezzo ai molteplici dover essere della vita quotidiana familiare. Come fu per buona parte della vita di Vanessa Stephen Bell di cui abbiamo il piacere di raccontare brevemente la storia.

Nata a Londra nel 1879 e cresciuta in una famiglia di stampo vittoriano, Vanessa fu la prima di quattro figlie e figli di una coppia con vedute assai aperte per quei tempi. A causa della morte della madre, quando aveva solo sedici anni si dovette accollare tutti i pesi di un pesante menage familiare, i doveri della vita di società e quelli di un’educazione finalizzata al matrimonio. Ma Vanessa amava dipingere come la sorella Virginia amava scrivere e, fortunatamente, le loro passioni in famiglia furono sempre rispettate.bloomsburyvane

A ventidue anni si iscrisse alla Royal Academy School, un’istituzione prestigiosa anche se molto convenzionale, sufficiente per iniziare. Qualche anno dopo, nel 1904, morì anche il padre e i quattro fratelli Stephen, ormai orfani, ebbero la possibilità di decidere autonomamente dove e come vivere. Fu Vanessa a trovare una nuova casa, sorda alle critiche di parenti e amici scandalizzati dalla scelta di un quartiere così poco alla moda come Bloomsbury: «mi consolavo pensando che quello che contava era essere indipendenti, avere una stanza per ciascuno e spazi nostri nei quali stare da soli per lavorare o vedere gli amici. […] Per me nel 1904 era come essere usciti di colpo in pieno sole dal buio. […] Per la prima volta nella mia vita, ero libera di dipingere per quanto tempo mi pareva, nella mia stanza, senza preoccupazioni familiari o domestiche.»

Vivere da soli per quattro ragazzi poco più che ventenni significava anche ricevere chi volevano e quando volevano, per parlare «di qualunque cosa ci passasse per la testa […] e fino alle ore piccole […] senza adulti a cui rendere conto di azioni o idee. Fu da questi incontri che nacque il “Bloomsbury Group” le cui attività principali erano serate di intense discussioni nelle quali “ perseguire la verità, infrangere le barriere e i tabù” erano i principi guida.

Vanessa+Bell-Still+Life-SVanessa lasciò la Royal Academy School, scoprì gli impressionisti e timidamente iniziò a farsi conoscere come pittrice senza mai raggiungere i livelli della sorella Virginia che con la letteratura e il cognome del marito – Woolf – avrebbe conquistato ben altra fama.

Il 1906 vide la morte di uno dei suoi fratelli e, poco dopo, il suo matrimonio con Clive Bell, futuro critico d’arte. Un’ unione serena, anche se non molto duratura, dalla quale nacquero due figli. Del periodo precedente il 1910 rimangono pochi quadri che mostrano un’artista ancora troppo convenzionale. D’altronde per chi viveva in Inghilterra in quel periodo era ancora difficile tenersi al corrente di quanto avveniva sul continente. Ma nel 1910 il critico d’arte Roger Fry, amico dei Bell, organizza la mostra Manet and the Post-Impressionists che scandalizza Londra e contemporaneamente rivela un mondo nuovo: «è stato come se finalmente si potessero dire le cose che si erano sempre provate invece di cercare di dire le cose che gli altri ti dicevano che dovevi provare. Era la libertà di essere se stessi» scriveva Vanessa.

UnknownAvrà una relazione con Roger Fry e darà inizio alla fase più interessante del suo lavoro, abbandonando gli impasti densi giocati sui contrasti luce-ombra, in favore di dialoghi tra forme non necessariamente realistiche, con colori autoreferenziali e non mimetici, come la serie dei ritratti “senza volto”.

Vanessa_Bell-Conversation-SSi dedicherà con passione anche alle arti applicate, prima per gli «Omega Workshops», fondati da Fry, poi a titolo privato. Decorerà mobili e ceramiche; disegnerà stoffe, scenari e costumi teatrali; dipingerà murales, ideerà abiti e ricami per il resto della sua vita professionale.

Vanessa_bell-the_tub-sPoi arrivò la guerra. I membri del Bloomsbury Group si schierarono a favore dell’obiezione di coscienza e Vanessa si ritirò in campagna, a Charleston (Sussex), insieme a Duncan Grant, un interessante pittore, più giovane di lei di sei anni e omosessuale, con cui vivrà per il resto della propria vita e da cui nel 1918 avrà la figlia Angelica. Con lui lavorerà, viaggerà e trasformerà la loro casa di campagna e relativo giardino in una dimora ideale: colorata, accogliente, anticonvenzionale,eclettica … e ancora oggi visitabile.

Unknown-1Nei quattro decenni che vanno dalla fine della prima guerra mondiale alla sua morte Vanessa lavorerà moltissimo sia dipingendo quadri da cavalletto che dedicandosi alle arti applicate (disegna anche illustrazioni e copertine per i libri della sorella). Viaggerà a lungo soggiornando soprattutto in Francia dove aveva molti amici artisti. Vedrà il figlio Julian morire nella guerra di Spagna e sarà un trauma da cui non si riprenderà mai del tutto. Gli altri due si sposeranno e avranno bambini ai quali Vanessa si affezionerà moltissimo. Farà i conti con il suicidio della sorella Virginia, che interromperà il loro profondo legame di affetto e complicità.

A partire dalla fine degli anni Venti, la sua attività perderà il gusto della sperimentazione e allo stesso tempo Vanessa diminuirà i contatti con gli artisti inglesi di nuova genarazione.

Prima di morire – il 7 aprile 1961- fece in tempo a veder nascere l’interesse accademico nei confronti del Bloomsbury Group ma, tutto sommato, ne fu infastidita in quanto le era impossibile immaginare quello che Bloomsbury avrebbe significato per la cultura anglosassone nei decenni successivi.

 

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