Vita o teatro?

2cd8493a0ec9c9ab288f0a76a916d8f8Proponiamo, a chi passa per Milano entro il 25 giugno, di andare a visitare una mostra fuori dai soliti parametri spettacolari. Si tratta di Vita o teatro? La storia di Charlotte Salomon ripercorsa e narrata da lei stessa attraverso una enorme quantità di pagine dipinte a tempera, di cui 800 scelte come definitive.  Nelle sale adiacenti al Palazzo Reale se ne possono vedere 270, ben esposte e documentate con chiarezza.

1403889048-jhm_04164L’autrice, che nacque a Berlino nel 1917 in una famiglia di origine ebraica, a poco più di vent’anni si trovò immersa in una realtà tragica e terribile: da un lato le persecuzioni razziali dall’altro la scoperta della vena depressiva di cui soffriva la sua famiglia e che aveva portato al suicidio la madre, una zia e la nonna. Sentì che doveva fare qualcosa di assolutamente folle oppure acconsentire allo stesso destino della sua stirpe materna. Scelse di incominciare a raccontare la propria storia, partendo dal giorno della sua nascita, e lo fece con colori, pennelli e musica.

ed5e8c4d4bb920e2974cabd25be5c085Nacque così il lungo racconto pittorico della sua vita integrato da dialoghi teatrali, intersezioni letterarie e indicazioni musicali. Pochi mesi dopo aver terminato il lavoro, nel settembre del 1943, fu arrestata dalla Gestapo e portata ad Auschwitz dove venne uccisa. Per una serie di fortunate combinazioni la sua opera le è sopravvissuta. Oggi è conservata presso il Jewish Historical Museum di Amsterdam. Per la prima volta viene esposta in Italia.

04ef549aa93cb8d0d405f6ae8e9c208cAl di là della bellezza di alcuni dei piccoli dipinti di Charlotte Salomon, l’intero lavoro merita di essere visto in quanto chiaro esempio di creatività come risorsa vitale ed è in questo senso che lo troviamo fondamentale. Utile per sollecitare nei visitatori la consapevolezza delle risorse espressive alle quali ognuno può attingere, per prendersi cura di sé e della propria vita; facendone esercizio non soltanto nei momenti più duri e drammatici Per guardare alla sofferenza attraverso linguaggi inediti che permettono di esprimere il vissuto di ciascuno per la preziosità che rappresenta.