Il superamento del limite

collage8481Più volte ci siamo occupati di art- brut, quella forma espressiva che nasce fuori dalle norme estetiche convenzionali, dove la preoccupazione della concorrenza, l’acclamazione e la promozione sociale non interferiscono e, proprio per questo – come sosteneva Jean Dubuffet – è più preziosa delle produzioni dei professionisti. Una forma espressiva meno conosciuta si intreccia all’Art- brut ed è chiamata Arte ir-ritata: testimonianza di quel mondo creativo che si manifesta in situazioni estreme di coercizione (carceri, istituzioni manicomiali, case di riposo ecc.)  e che diventano cura di sé, forza per continuare a vivere, fantasia per sopportare.

raugei 23816Anche molti contesti istituzionali più comuni, quali aule scolastiche, uffici, aziende, talvolta persino gli ambiti familiari, possono essere vissuti come angusti e mortificanti. Gesti creativi, forme espressive ir-ritate – cioè nate da irritazione, come immediatamente suggerisce la parola, ma anche, approfondendo etimologicamente il termine, fuori dal rito – sorgono allora per tras-portare chi le crea, per il tempo che le crea, in un altrove simbolico che diviene spazio di libertà e nuova identità. In questo senso sono esemplari i banchi e/o le porte dei bagni scolastici trasformati in espliciti luoghi di un altrove evocato che aiuta a tollerare noia e imposizioni. In maniera affine sono viste le scarabografie, la forma più comune e spontanea di dissociazione creativa, ovvero tutti quegli scarabocchi coi quali sovente vengono riempiti interi fogli di carta, ad esempio, durante poco interessanti riunioni lavorative.

arte-ir-ritata-2E’ stato il bel libro curato da Nicola Valentino per quelli di Sensibili alle foglie – L’Arte ir-ritata – che ci ha permesso di conoscere e riflettere su questo aspetto della creatività umana, caratteristica grazie alla quale, da sempre, siamo riusciti a re-immaginare e quindi re-inventare noi stessi. In virtù di questa predisposizione, abbiamo portato modifiche e cambiamenti nel mondo intorno a noi fin dalle origini più remote della nostra   esperienza come specie animale umana. Ma è interessante notare che gran parte delle zone di maggiore interesse per la presenza di arte rupestre si trova in luoghi dove l’umanità di allora ha trovato ostacoli ai suoi spostamenti. Sembra che il ritrovarsi a ridosso di queste soglie – masse oceaniche, catene montuose – abbia intensificato la produzione simbolica, come se questa avesse la possibilità di aiutare proprio nel superamento del limite.

Angelo ok807Un libro che invita a comprendere la sofferenza come “esperienza della mente che perde la sua spaziosità intrinseca” e a ragionare su tutto questo perché “forse è proprio quando persone e comunità si trovano a dover segnare il passo nel loro cammino che possono creare nuovi modi di significare il mondo, nuovi orizzonti per l’immaginario personale e sociale”. Forse questa è l’opportunità che abbiamo.

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