Il pescatore di perle

“Disegno ciò che riposa, si muove, sale, matura, cade.

Modello frutti che riposano, nuvole che vagano e salgono, stelle che crescono e cadono,

simboli della trasformazione eterna della pace infinita”. (Jean Arp)

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 Un blog che si pone come obiettivo l’offrire frammenti di riflessione e approfondimento su un tema vasto come quello del rapporto tra arte e natura doveva, prima o poi, arrivare al pensiero espresso da una figura poliedrica come quella di J. W. Goethe (Francoforte 1749 – Weimar 1832) e ad un artista quale Hans/Jean Arp che a quel pensiero non fu certo indifferente.

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Di Goethe sono gli studi raccolti col titolo La metamorfosi delle piante (Guanda, 1983) che suggeriamo come lettura guardando, in parallelo, al lavoro artistico di Arp la cui opera – in consonanza col pensiero goethiano – è segnata proprio dalla ricerca di un’essenza spirituale della realtà, quale essa è, al di là delle forme concrete in cui solitamente si manifesta. Essenza che, secondo l’artista alsaziano, non riusciamo a cogliere, al di fuori della creazione artistica, perché la nostra percezione è abituata a muoversi soltanto nel mondo delle forme concrete, perdendo la capacità di andare oltre il livello della realtà materiale.

arp 2Quando ci troviamo ad analizzare una parte … ci aspetta ancora la fatica di conoscere come la parte appartenga al tutto, si legge all’inizio, nell’introduzione a La metamorfosi delle piante.  La materia – dice Goethe – è il prodotto della forza e del movimento, e la natura è una totalità dinamica che pur rinnovandosi conserva la sua unità.  (…) L’accordo con il tutto rende ogni creatura ciò che essa è … E così, di nuovo, ogni creatura è solo un suono, una sfumatura di una grande armonia. (…) Questa fusione dinamica della dimensione soggettiva con quella oggettiva ha un nome, si chiama formazione (bildung), è il divenire della forma, è la forza della metamorfosi. (…)  Goethe è mosso dalla necessità di stabilire le relazioni tra un regno della natura e un altro, tra il mondo della natura e quello dell’arte, cercando le analogie che possono condurre alla formulazione di una legge che abbracci il tutto (…) La natura non ha sistema, essa ha vita, essa è vita e sucessione da un centro ignoto verso un confine non conoscibile. (…) nella natura tutto è eternamente presente, e il problema scientifico della metamorfosi diviene la comprensione della trasformazione dell’identico, il cogliere l’eterno nel divenire. Ma la continua formazione contiene anche in sé la tragicità della perdita e la speranza della rinascita che unite si presentano nella ciclicità cosmica della vita della natura come nascita, morte e rinascita. (…) lo studio della natura non costruisce strutture interpretative ideologiche, ma è un’educazione che rivela e fa parlare i fenomeni stessi.

arp 5Con spirito affine Arp scriveva: “Disegno ciò che riposa, si muove, sale, matura, cade. Modello frutti che riposano, nuvole che vagano e salgono, stelle che crescono e cadono, simboli della trasformazione eterna della pace infinita” e forse non ci sono parole migliori per descrivere la sua arte. Così come nella grande scultura in bronzo del 1953 chiamata Berger des nuages/Pastore di nuvole (figura sotto) possiamo immaginare l’artista stesso che, come il pastore fa con le nuvole nei campi del cielo, seppe nutrire e condurre in salvo polimorfe bellezze, segreti, stelle, piume, lune e folletti … le perle di cui andare a pesca in un mondo devastato dalla guerra dei suoi tempi, e non  solo.

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Hans/Jean Arp (Strasburgo,1886 – Basilea, 1966), mantenendo sempre una pacifica e coerente autonomia individuale, partecipò a molte delle avanguardie artistiche europee che, nel primo ventennio del secolo scorso, in rapida successione, presero vita e si esaurirono per dissidi interni o perché travolte dalla guerra e dai nascenti totalitarismi. Fu tra i componenti del  Blaue Reiter a Monaco, del periodico Der Sturm, dei gruppi Dada di Zurigo e Colonia e partecipò al movimento surrealista di André Breton nato all’inizio degli anni ‘20 dalle ceneri di Dada.

9-fondation-arpE’ anche qui, nel surrealismo, che si trova un nodo fondamentale della scultura di Arp, la ragione di quel biomorfismo e continuo andamento germinativo delle sue creature basato sul sentire una sorta di parentela nascosta, una continuità tra le varie forme del naturale che esiste veramente, non è solo una forma interpretativa a posteriori prodotta dalla nostra intelligenza, e che fonda la parentela amorosa – da recuperare – tra noi e le cose della natura.

arp 9Una vicinanza per cui i nostri occhi sono stelle, il sangue scorre nelle vene come l’acqua nei fiumi e nei ruscelli, come la linfa nei rami degli alberi. Analogie, simpatie: i confini tra le forme e i viventi, così come tra i linguaggi e i piani di lettura, sono polimorfi, instabili e precari.

Questa forse l’interpretazione da dare a una poesia di Arp del 1933, L’aria è una radice, che vale citare come rivelatrice della poetica della sua scultura:

 “les pierres sont remplies d’entrailles. bravo.

bravo. les pierres sont remplies d’air.

les pierres sont des branches d’eaux.

sur la pierre qui prend la place de la bouche

pousse une feuille-arête. bravo.

une voix de pierre est tête à tête et pied à pied

avec un regard de pierre.

les pierres sont tourmentées comme la chair.

les pierres sont des nuages car leur deuxième

nature leur danse sur leur troisième nez.

bravo. bravo.

quand les pierres se grattent des ongles

poussent aux racines. bravo. bravo.

les pierres ont des oreilles pour manger l’heure

exacte”.

 

 

 

 

 

 

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