Nostalgia ferita

giacometti 1Alberto Giacometti, artista svizzero vissuto nella prima metà del novecento, è figura che si dice di “chiara fama”. Nel web si può trovare davvero molto riguardo la sua figura e il suo lavoro. Sicuramente non sono altrettanto note le parole a lui dedicate da Eugenio Borgna nel libro La fragilità che è in noi (Einaudi, 2014) e che riportiamo in parte.

Un invito ad avvicinarci con altro sguardo.

giacometti4Le sue figure, i suoi dipinti, le sue sculture, che sfidano il trascorrere impetuoso del tempo, sono immagini ed emblemi di diafana fragilità. Sono opere nelle quali la fragilità della condizione umana si rivela nella sua indicibile immediatezza e nella sua straziata fenomenologia, e ci richiama alla nostra debolezza e alla nostra frantumabilità esistenziale, alla nostra incorporeità e alla nostra inconsistenza materica. giacometti 3Sono figure che vivono in un tempo e in uno spazio che non sono quelli pietrificati della quotidianità ma quelli della metamorfosi, della vertigine del cambiamento, della infinitudine mai spenta , e mai interrotta, degli sguardi e dei volti. Sono figure che testimoniano di una nostalgia ferita, e che ci portano al di là dei confini del nostro io, della nostra soggettività, immergendoci nelle sconfinate regioni della intersoggettività.

giac 8(…) figure creatrici di stupore e di smarrimento (…) che ci trascinano nelle voragini della fragilità della condizione umana: così dolorosamente trafitta dalle ombre del silenzio e della solitudine, della inafferabilità e del mistero.

Alberto-Giacometti-Busto-di-Diego-1956La fenomenologia del volto e degli sguardi, della loro disincarnata fragilità, non hanno solo a che fare con l’emozione estetica ma anche con la folgorante intuizione della vita lacerata dal dolore (…) tema senza fine del volto e dello sguardo: colti e descritti nella loro fugacità e nella loro inconsistenza, nella loro evanescenza (…) la decostruzione del corpo, che rinasce dalle sue sculture e dai suoi disegni, conferma una fragilità insondabile e i suoi impetuosi sconfinamenti verso l’epifania dell’etereo e dell’invisibile, del mistico e dell’indicibile.Giacometti3_HUMA3

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