La magia dello sguardo

bordandoNon vi è mai stata un’ortodossia pittorica surrealista. Nulla accomuna la pittura di Max Ernst a quella di Man Ray o Mirò se non una comune brama di conoscenza del proprio sé. Conoscere se stesso per cambiare se stesso, ma cambiare se stesso per poter cambiare il mondo: questa la folle ambizione del Surrealismo, ma – ci ricorda Arturo Schwarz – l’utopia dell’oggi  non è forse sempre stata la realtà di domani?  Breton rammentava il fine del surrealismo dicendo:  Trasformare il mondo, ha detto Marx. Cambiare la vita, ha detto Rimbaud. Per noi queste due parole d’ordine fanno tutt’uno. E ancora:  E’ giunta l’ora di far valere le idee della donna a scapito delle idee dell’uomo di cui vediamo consumarsi oggi il tumultuoso fallimento.

Proprio per la filosofia che lo sostiene ci interessa il surrealismo e con questa premessa – estrapolata dalla prefazione di Arturo Schwarz al libro di Diego Sileo Remedios Varo, la magia dello sguardo – abbiamo voluto mostrare un’altra figura femminile (dopo Leonora Carrington) del panorama surrealista, Remedios Varo.

Pittrice spagnola dalla breve vita (morì a soli 55 anni) fu la principale protagonista del movimento surrealista catalano Logicophobiste, la cui unica mostra si tenne a Barcellona quindici giorni prima dell’inizio della guerra civile, e poi del panorama artistico messicano, dove si trasferì nel 1941 insieme al poeta surrealista Benjamin Péret.  In Messico trovò una dimensione che le era senz’altro più affine, più realisticamente magica, e lì partecipò all’intensa vita artistica di quegli anni che, certamente, non era composta soltanto da Frida Kalo, personaggio, secondo noi, reso di moda per interessi contemporanei che vanno ben oltre il suo indubbio talento.

three-destinations-1956Nelle opere di Remedios Varo, che usa una tecnica degna di un miniaturista, viene raccontato un mondo altro, dove il familiare si trasforma in straordinario e dove, in ciò che è normalmente riconoscibile, si cela l’inatteso.

cazadoraLe sue immagini vivono sulla soglia dei mondi associati alle favole, ai sogni, alla fantasia, alla vita notturna, all’arte, alla poesia, ai miti e alle religioni. (…) i vissuti immediati si fondevano con ricordi lontani per formare la fonte in cui nutriva il suo modo di vedere la realtà (…) non vi sono realtà assolute per Varo, ma vie di accesso ad altri tipi di conoscenza che illuminano il vero significato della vita. (…) Lei stessa è stato il suo personale laboratorio di conoscenza e le sue immagini pittoriche sono state il calderone alchimistico dove si sono cucinati molti e diversi incontri. (…) Le sue immagini affini ai sogni (…) popolati da strani personaggi, da bestie mitiche, da piante e da animali antropomorfi (…) l’artista lascia emergere presenze sulla tela (…) materializza l’immateriale.(…)

Varo 2Remedios Varo vedeva il surrealismo non solo come uno stile, ma anche come un modo per meglio mettere a fuoco la vita.(…) sulla fine del Surrealismo e sulla sua importanza nello sviluppo della cultura umana Varo dichiarò: “Non credo che possa mai tramontare, perché è un sentimento inerente all’uomo… ha contribuito, nella stessa forma della psicanalisi, alla conoscenza dell’inconscio umano.”

remedios varo-28(…) Remedios dà vita a un mondo fantastico, ma la porta di comunicazione, il percorso che traccia è cerebrale, premeditato. Nella sua opera tutto è misura e proporzione.(…) In questo senso la sua pittura è di tipo intellettuale: i suoi quadri sono pensati, sostenuti da un cumulo di diverse conoscenze (…) se per il Surrealismo di Breton “La bellezza convulsiva è l’unico stato della bellezza”, quella di Remedios non ha questa dimensione (…) le immagini stupefacenti, frutto dell’inconscio, che conformavano il Surrealismo furono ugualmente assorbite da Remedios, che però, con la rete della ragione, le rese coscienti, letterarie (…) nella pittura di Varo tutto accade in un’atmosfera di straordinaria sottigliezza; tutto tende a perdere peso, gravità,come fenomeno fisico e anche spirituale.

(…) Remedios passò la sua vita a combattere per fondere il mitico con lo scientifico, il sacro con il profano: sua madre le insegnò a temere il demonio e suo padre a rispettare la ragione.

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