Il linguaggio dei primordi

img397Partiamo dall’inizio quindi, e andiamo indietro di circa 40.000 anni con l’interessante libro di Emmanuel Anati Arte rupestre, il linguaggio dei primordi (edizioni del Centro di Arte Camuna di Capo di Ponte).

Il professor Anati è l’archeologo/paleontologo famoso in Italia per avere, con il suo magnifico lavoro, portato alla luce l’arte rupestre della valle Camonica e i suoi principali interessi scientifici riguardano l’arte e le religioni delle culture preistoriche e tribali. Siamo convinti sostenitori dell’assoluta continuità di tutta l’evoluzione dell’esperienza umana e che quindi il legame con le origini possa essere utile nell’ illuminare le ombre del presente. Riportiamo, a seguire, alcuni stralci dal testo.

img398Cosa ha spinto l’uomo a divenire artista? E cosa rivela l’arte dei primordi sulla natura stessa dell’arte, di questo fenomeno che coinvolge l’intera specie umana? La prima tela dell’uomo fu la pietra. Egli dipinse ed incise sulle pareti rocciose da quando gli si attribuisce il carattere di “sapiens” e lasciò le sue impronte, sotto forma di arte rupestre, negli angoli più remoti dei cinque continenti. Cosa mostra questo straordinario proliferare di arte visuale sulla essenza stessa dell’uomo?

(…) Magia, caccia, sciamanismo, scrittura pittografica a scopo comunicativo, iniziazione, insegnamento, culto degli animali, l’arte per l’arte e altre teorie sono state sostenute e difese. (…) Con grande sorpresa, i ricercatori scoprirono che tribù di una parte del mondo rappresentavano ancora quanto già raffigurato secoli prima in altre parti del mondo.

(…) Nel 1983 venne istituita la prima banca dati mondiale dell’arte rupestre e fu possibile rendersi conto che l’arte rupestre è un fenomeno di ampia portata, un modo d’espressione e anche una tendenza culturale dei gruppi non letterati di tutti i territori raggiunti dall’Homo Sapiens. (…) Un numero di elementi ricorrenti, presenti in tutti i continenti, indica che la grammatica di base e la sintassi dell’arte rupestre rispondono a modelli universali di cognizione, logica e comunicazione. L’arte rupestre appare come l’espressione di un linguaggio primordiale (…) Gli archetipi sono ancora funzionanti e trasmettono messaggi immediati e profondi. Questo è il tipo di linguaggio che molti artisti (…) dovrebbero conoscere a fondo. (…)le più antiche fasi risalgono a oltre 40.000 anni fa. L’arte rupestre rivela le capacità umane di astrazione, sintesi e idealizzazione. (…) Molto prima dell’invenzione della scrittura l’arte rupestre registrò le più antiche testimonianze dell’immaginazione e della creatività artistica dell’uomo. (…) Alcuni dei modelli universali sopravvivono ancora nell’arte contemporanea. (…) Le vicende che vengono narrate su millenni di storia, dall’arte rupestre, sono trasmesse dai diretti protagonisti, sono un patrimonio di tutti, come l’aria che respiriamo. (…) L’illustrazione dei suoi miti e credenze riportano alla nostra coscienza gli aspetti essenziali delle nostre radici intellettuali e mostra la relazione esistenziale tra Uomo, Natura e “Soprannaturale”.

(…) Mentre oggi sembra che si viva in un mondo dove le arti hanno un ruolo sempre meno importante nella vita di ogni giorno, apparentemente l’uomo preistorico e tribale considerava l’arte come parte integrante ed essenziale della sua vita quotidiana.

(…) Molti luoghi dove l’arte rupestre viene tuttora eseguita sono considerati sacri, ed alcuni anche segreti ed accessibili solo agli iniziati. Senza dubbio numerosi siti preistorici di arte rupestre hanno significato per la loro ubicazione. (…) L’arte rupestre è legata all’ambiente nel quale fu creata. E il sito, il paesaggio, l’ecosistema circostanti si rivelano sovente come fonti d’ispirazione. Ed anche le forme naturali del supporto e delle rocce circostanti, i loro colori, la loro fusione con il mondo vegetale ed animale. L’arte rupestre appare sovente come il contributo dell’uomo a completare le forme della natura.

(…) L’arte è lo specchio della mente e dello spirito (…) Il crescente interesse per questa arte (rupestre) è dovuto alla luce che riflette sulla memoria collettiva e sui processi concettuali universali. Attraverso queste antiche espressioni della mente umana un’ampia gamma di memorie sommerse riemergono alla coscienza, facendo rivivere capitoli smarriti del nostro patrimonio intellettuale.

(…) l’arte rupestre è un fenomeno globale che costituisce più del 90% dell’arte preistorica conosciuta. Essa è rimasta in situ e la si trova in tutti i continenti abitati, nei luoghi dove fu creata, talvolta migliaia di anni or sono. I primordi dell’arte ci riportano la memoria della relazione eterna tra uomo e ambiente.

 

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