L’Albero di Mondrian

Blossoming apple tree, by Piet MondriaanRitorniamo agli alberi, magnifici abitanti del mondo vegetale, accostandoli ancora ad un pittore. Vogliamo con questa ripetuta attenzione riconoscere – insieme agli artisti che li hanno compresi e celebrati – l’importanza essenziale del loro essere, e ringraziare.

grigioNel più lontano passato, molto prima che l’uomo facesse la sua comparsa sulla terra, un albero gigantesco si innalzava fino al cielo. Asse dell’universo, attraversava i tre mondi. Le sue radici affondavano fin negli abissi sotterranei, i suoi rami arrivavano all’empireo. L’acqua attinta dalla terra diventava la sua linfa, dai raggi di sole nascevano le sue foglie, i suoi fiori e i suoi frutti. Attraverso di lui, il fuoco scendeva dal cielo, la sua cima, raccogliendo le nuvole, faceva cadere le piogge fecondatrici. Con la sua verticalità, l’albero assicurava il nesso tra l’universo uraniano e i baratri ctoni. In lui il cosmo si rigenerava in perpetuo. Fonte di ogni vita, l’albero dava riparo e nutrimento a migliaia di esseri. Tra le sue radici strisciavano i serpenti, gli uccelli si posavano sui suoi rami. Anche gli dei lo sceglievano per soggiornarvi. Ritroviamo quest’albero cosmico in quasi tutte le tradizioni, da un capo all ’altro del pianeta, ed è lecito supporre che sia esistito dappertutto, anche là dove la sua immagine si è cancellata.

Piet_Mondrian,_1908-10,_Evening;_Red_Tree_(Avond;_De_rode_boom),_oil_on_canvas,_70_x_99_cm,_Gemeentemuseum_Den_HaagQuesto leggiamo di nuovo nel bel libro di mitologia degli alberi – già citato nell’ultimo post – a cura di Jacques Brosse. Questo è l’azzardo che ci piace fare attribuendo la potenza di albero cosmico all’albero cui l’olandese Piet Mondrian (1872/1944) ha dedicato tanti studi ed opere. Sappiamo che l’arte di Mondrian fu sempre intimamente legata ai suoi studi spirituali e filosofici per cui riteneva fosse possibile raggiungere una più profonda conoscenza della natura che quella resa disponibile dai mezzi empirici. Su questa idea si è fondato il suo percorso che l’ha portato sempre più a sintetizzare le immagini fino ad arrivare al minimalismo astratto che l’ha reso famoso.


2012_01_2_11_58_08In una lettera che scrisse nel 1914 diceva: « Costruisco combinazioni di linee e di colori su una superficie piatta, in modo di esprimere una bellezza generale con una somma coscienza. La Natura (o ciò che ne vedo) mi ispira, mi mette, come ogni altro pittore, in uno stato emozionale che mi provoca un’urgenza di fare qualcosa, ma voglio arrivare più vicino possibile alla verità e astrarre ogni cosa da essa, fino a che non raggiungo le fondamenta (anche se solo le fondamenta esteriori!) delle cose (…) Credo sia possibile che, attraverso linee orizzontali e verticali costruite con coscienza, ma non con calcolo, guidate da un’alta intuizione, e portate all’armonia e al ritmo, queste forme basilari di bellezza, aiutate se necessario da altre linee o curve, possano divenire un’opera d’arte, così forte quanto vera. »

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