Arte Naive

zaPer noi che scriviamo l’art brut, quella naive e l’arte dei primordi hanno parecchie affinità. Possiamo dire che sono nello stesso ordine di valori. Nascono dalla necessità originaria che l’essere umano ha di raccontare, con l’arte del mercato non hanno niente a che fare e nemmeno sanno cosa sia.

Per questa ragione ne abbiamo bisogno e ce ne nutriamo come si fa con l’acqua fresca e pulita in tempi di fiumi e mari inquinati.

Espressioni, quella brut e naive, a cui non sempre corrispondono meraviglie – certo non come quelle dipinte nel ventre della terra delle nostre origini – ma ci sono utili per guardare all’arte ricercando la sua autenticità d’espressione, qualsiasi ne sia la forma, senza farci trarre in inganno dalle mode di passaggio.

zavattini_cesare-ritratto~Con questa breve premessa introduciamo a un bel Museo, quello Nazionale delle Arti Naïves che ha sede a Luzzara, nel cuore della vasta pianura reggiana, paese natale di Cesare Zavattini e da lui creato, nel 1968, insieme al giornalista Mario Soldati. Il museo ( che riaprirà al pubblico il prossimo mese di maggio dopo una lunga chiusura dovuta a restauri necessari dopo il terremoto) è ospitato nella sede espositiva dell’ex Convento degli Agostiniani e raccoglie opere che testimoniano di un fenomeno che fu particolarmente vivace in Italia tra la fine degli anni ’50 e la metà degli anni ’70. (http://musei.provincia.re.it)

Per volontà del Comune di Luzzara, nel 2002, accanto al Museo è nata Fondazione Un Paese con la finalità di gestire la sede espositiva dell’Ex Convento degli Agostiniani, occuparsi della cura del patrimonio artistico comunale e del Centro Culturale Zavattini. La collezione che si può visitare nelle sale dell’ex convento è composta da fotografie di diversi autori (tra i quali Hazel Kingsbury Strand e Stephen Shore), da un cospicuo fondo librario donato da Cesare Zavattini tra gli anni ’50 e la seconda metà degli anni ’80, da una vasta raccolta di opere che documentano la ricca stagione del naïfismo italiano. (http://www.fondazioneunpaese.org/)

zavattini_cesare-senza_titolo~Accompagnamo la nostra introduzione con le parole libere di Cesare Zavattini, il quale – conosciuto da tutti come sceneggiatore di tanti film che hanno fatto la storia del cinema italiano – è senz’altro meno noto come pittore. Sono suoi i quadri che illustrano il post.

 “A definire in modo esauriente la pittura naïve secondo me c’è riuscito chi è stato meno restrittivo. Io non sono mai caduto nel tranello di idoleggiare l’arte naïve chiudendola, ma ho sempre cercato di far capire che lì c’era chi valeva uno, chi due, chi tre, chi cento, e a mano a mano che i valori crescono entrano nell’arte in generale, per cui ad un certo punto un quadro di un pittore naïf di valore è alla stessa altezza di un quadro di valore di altre definizioni”.

 “Contraddittorio – è di moda – una volta li accusavo che mancavano di riflessione e di responsabilità, poi li ho esaltati, e, acceso dalla mozione degli affetti, da retroguardia li ho promossi all’avanguardia; non più docili, ingenui, lirici, e lontani dalla haute patte e da qualsiasi tecnica implicante un confronto con il già espresso, non più frontali bensì intimamente provvisti di scorci di rabbia: cosicchè un loro placido paesaggio, invece di sopire, evoca dai quattro punti cardinali secolari proteste: scattiamo in piedi, anche se lo siamo, e si urla che non bisogna rinunciare a tanta bellezza e armonia e che devono esserci dei complotti di chi detiene il potere, dei pochi infine, per impedire ai molti di godere delle cose, verso le quali andiamo con impeto saraceno per impadronircene, prossime al punto che si trovano addirittura dentro di noi”.

 “Il naïfismo nasce da una carenza che lo fa essere movimento. La carenza del naïfismo, cioè il non riconoscimento di certe forme come le sole che dettino legge, è qualcosa di rivoluzionario pur nel suo difetto, pur nella sua ingenuità, pur nella sua speranza di creare qualche cosa al di  fuori delle strutture culturali dominanti. In un certo senso si può dire che il naïfismo apre la possibilità di un linguaggio e di una espressione di massa”.

( https://www.facebook.com/cesare.zavattini.7 )

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